Biografia
Trevigiana di nascita, ma residente ormai da anni sulle Dolomiti, Patrizia Mazzoli coltiva l'arte da
giovanissima,
anche se custodita e poi maturata, attraverso un percorso professionale che si è dipanato, in varie aziende,
al marketing alla formazione, dal coaching all’organizzazione di eventi.
La necessità di disegnare si fa sentire fin da suoi primissimi anni di vita, scarabocchia ovunque,
prediligendo
le pareti di casa. Patrizia a 6 anni inizia a disegnare fumetti, copiando da alcune riviste di topolino, e
proprio
con queste vince alcuni concorsi riservati ai ragazzi. Questa predisposizione, non viene però compresa dalla
famiglia
che deciderà di non iscriverla al liceo artistico e quindi compirà percorsi diversi.
Da segretaria d’azienda ad arredatrice, dove sfoga la propria creatività, realizzando arredamenti
alternativi e
innovativi per il periodo, e nel contempo scrive poesie, ma ripone in un cassetto le matite e i colori.
Nel 1985 si trasferisce a Pieve di Cadore e compie svolte professionali.
Nel 1997 si specializza nella formazione del personale in ambito commerciale, e inizia il suo percorso nelle
risorse
umane. Nonostante desideri molto insegnare, la sua creatività sempre fervente, la spinge ad alternare
l’attività
di personal coaching con il marketing, realizzando grafica pubblicitaria per aziende ed organizzando
eventi.
Nel 2000, si affaccia con impeto il desiderio di dipingere, non ha però il coraggio ne sa cosa imprimere
sulla
tela e decide di sperimentare i primi schizzi di colore su alcuni supporti di legno. Questo materiale, si
rivelerà
subito un elemento caldo e plasmabile, tanto da convincerla ad iniziare a dipingere, delle opere su mobilio:
madie,
credenze, cassapanche, ed altri complementi di arredamento.
Nel 2008 realizza una showroom per un’azienda, con pannelli applicati ai soffitti di grandi dimensioni
decorati
e dipinti con personaggi sia mitologici che sacri. Le colonne del salone invece le affresca con delle
grottesche
di stile romano, ispirata da una visita a Pompei. Sarà la sua ultima opera per molti anni, a causa di alcuni
cambiamenti professionali. La vena artistica però continua ad avere un forte richiamo, e nell’insieme di
varie
esperienze lavorative nel 2012 progetta e dirige, la realizzazione di un’altra show room per un’azienda
commerciale.
Nel 2014 stabilisce di riaprire i cassetti dove aveva riposto matite, pennelli, colori, e questa volta trova
il
coraggio e la voglia di fissare nella tela le immagini che più la emozionano; soggetti che rivelano il suo
animo e
carattere, come la rosa, simbolo di sentimenti contrastanti, rappresentazione dell’amore più profondo e
appassionato,
emblema di gelosia, seduzione ed eleganza. Un’altra passione che investe Patrizia é il “ tango argentino” ,
che
lei stessa descrive come una poesia d’intimità , nella fluidità di eleganti movenze. E’ questo ballo a
suggerirle
alcune opere ispirate al tango, imprimendo sulla tela il suo sentire.
Nel 2015 decidi di approfondire le conoscenze pittoriche, studiando e praticando tuttora, in un laboratorio
d’arte
in provincia di Treviso.
Dall’inizio del 2016, espone in varie mostre sul territorio nazionale ed estero. Nelle sue ultime
raffigurazioni,
il tema ricorrente nelle opere è spesso la donna; la motivazione risiede nell’osservazione del momento
storico attuale,
dove il corpo viene frequentemente mercificato. L’artista quindi sente la necessità di raffigurare
l’universo femminile
nella sua accezione , nel tentativo di trasmettere all’occhio dello spettatore le mille sfaccettature di
questo essere
così fragile e così forte, nel suo valore di persona, dove, l’apparenza cede il passo all’essenza. Lo fa,
spesso
raffigurando donne di spalle, perché il mistero affascina, e suggerisce ciò che è implicito, ma nel contempo
è segno
di riservatezza e discrezione.
Nelle sue pennellate, accompagna l’occhio dell’osservatore ad una visione più ampia dei molti lati della
femminilità,
tra percorsi di vita significativi, come la maternità, ad azioni quotidiane, come ad esempio: un cambio
d’abito,
una passeggiata sulla spiaggia, l’inquietudine di un’attesa, una danza sul mare, un’emozione sulle vette, e
così via.
Atteggiamenti che conservano un certo senso del pudore, lasciando trasparire l’insita sensualità.
Patrizia non segue mai uno schema predefinito. Libera da ogni modello o moda di arte contemporanea,
asseconda sempre
le emozioni del proprio io creativo, raffigurando solo ciò che le trasmette intense emozioni, ma
costantemente alla
ricerca di migliorare ed evolvere in senso artistico.
La mia Arte....
La mia arte è stata definita “un diario emotivo”. Pur non essendo mai il soggetto raffigurato, le forme femminili rappresentate nelle tele sono un viaggio interiore inconscio.
Amo la grazia, la gentilezza e l’eleganza, in senso estetico, ma soprattutto d’animo.
E’ questo che cerco di trasmettere nelle mie opere.
Patrizia Mazzoli : info.opere@patriziamazzoli.it